Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto del genio nel Novecento

Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto del genio nel Novecento, a cura di Alessia Cecconi, catalogo della mostra 18 maggio – 29 settembre 2019, Firenze Museo Casa Siviero, Regione Toscana, 2019

La mostra Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto del genio nel Novecento prosegue la serie di iniziative per la valorizzazione di Casa Siviero anche come luogo della memoria di Giorgio Castelfranco (1896-1978), che proprio nel periodo tra le due guerre mondiali visse con la sua famiglia nel villino di Lungarno Serristori. Personaggio schivo e modesto, ma di grande spessore umano, morale e civile, Castelfranco è stato un grande studioso e critico d’arte. Vittima delle persecuzioni razziali, divenne protagonista della riorganizzazione amministrativa e della tutela del patrimonio culturale italiano dopo l’8 settembre del 1943. In questo piccolo volume, curato da Alessia Cecconi, direttrice della Fondazione CDSE, si ripercorre il notevole contributo da parte di Giorgio Castelfranco all’approfondimento critico di Leonardo e all’affermarsi, in modo storicamente corretto, della sua reputazione di genio universale del Rinascimento.

55 pagine, brossura.
Disponibilità: sì

Umani segni. Il mondo di Gian Paolo Berto tra Roma e Montepiano. Ricordando ieri catalogo della mostra

Umani segni. Il mondo di Gian Paolo Berto tra Roma e Montepiano. Ricordando ieri, catalogo della mostra curata dalla Fondazione CDSE e promossa dal Comune di Vernio, San Quirico, Oratorio di S. Niccolò e Galleria Palazzo Bardi, 2 agosto-8 settembre 2019

Montepiano: stazione climatica, luogo prediletto e ‘buen retiro’ di importanti artisti del ‘900, che hanno segnato con il loro passaggio la vita e l’atmosfera della ridente frazione montana. Tra loro traviamo Gian Paolo Berto: allievo di Levi e Zancanaro – tra i pochi ad aver frequentato lo studio di De Chirico – intellettuale rapito dal fascino di Montepiano, grazie anche all’amicizia con Jolena Baldini, meglio nota come Berenice, che per prima gli fece scoprire questo angolo incantato d’Appennino. Berto, che per carattere e tratto pittorico, rifugge gli elitari ambienti del grande mercato dell’arte, trova in Montepiano e nei suoi abitanti ispirazioni e relazioni che ne segneranno per sempre il percorso artistico e umano. Il legame con il territorio e con i suoi abitanti si consolida anno dopo anno: tantissime sono le famiglie che posseggono suoi oli, incisioni o disegni. Ogni opera nasconde una storia, un trascorso, un aneddoto, un legame che celebra l’arte in tutta la sua umanità e intensità. I quadri, i bozzetti, gli scritti rinvenuti a Montepiano hanno un immenso valore culturale ma anche grande rilievo antropologico.

47 pagine, brossura
disponibilità: no, esaurito

La magia di Umberto Brunelleschi

La magia di Umberto Brunelleschi. Fiabe, riviste, bozzetti e costumi teatrali, a cura di Giorgio Bacci e Alessia Cecconi, Prato, Fondazione Memofonte – S.P.E.S., 2019

Il volume è il catalogo della mostra dedicata all’artista Umberto Brunelleschi, nato a Montemurlo e organizzata dal Comune di Montemurlo e dalla Fondazione CDSE (6 aprile – 2 giugno 2019). La pubblicazione ripercorre l’attività del pittore e scenografo per snodi e tagli tematici, avvalendosi di tre saggi specifici curati da Giorgio Bacci, Alessia Cecconi e Giuliano Ercoli; si divide in tre sezioni tematichelibri e riviste, bozzetti e costumi teatrali – e offre al lettore la possibilità di percorrere lo sviluppo creativo di Brunelleschi, passando dalle copertine eseguite per “Il giornalino della Domenica” nel 1908, alle illustrazioni di Le malheureux petit voyage di Gabriel Soulages del 1926, da L’albero delle fiabe con le tavole originali del 1909, ai bozzetti e ai costumi teatrali realizzati per la Turandot di Giacomo Puccini del 1940. Nel catalogo dialogano per la prima volta i bozzetti di scena e i figurini creati da Brunelleschi per la Turandot del 1940, con i costumi effettivamente realizzati in quell’occasione.

116 pagine, brossura.
Disponibilità: sì, presso il Comune di Montemurlo o la Biblioteca comunale B. Della Fonte biblioteca@comune.montemurlo.po.it

Dispersi sì, dimenticati mai: il naufragio del Piroscafo Oria. Il caso dei soldati valdinievolini e pistoiesi

Dispersi sì, dimenticati mai: il naufragio del Piroscafo Oria. Il caso dei soldati valdinievolini e pistoiesi, a cura di Luisa Ciardi, Michele Ghirardelli, Matteo Grasso, Firenze, Consiglio regionale toscano, Edizioni dell’Assemblea, 2019

La vicenda dell’Oria è tra le tragedie meno studiate del Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale, nonostante risulti tra i disastri bellici più consistenti per numero di vittime. La nave mercantile partì da Rodi l’11 febbraio 1944 con un carico di circa 4000 soldati italiani che si erano rifiutati di collaborare con il regime nazi-fascista dopo l’8 settembre 1943. Erano destinati alla deportazione nei territori occupati dalla Germania nazista, ma non arrivarono mai a destinazione. Infatti, mentre il Piroscafo si dirigeva verso il Pireo (porto di Atene) fu sorpreso da una forte tempesta nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1944 che ne segnò il destino: l’Oria in poco tempo si inabissò, portando con sé il suo carico di uomini. Pochissimi furono i superstiti e migliaia le famiglie che ancora oggi non conoscono il triste destino di un proprio caro “disperso in mar Egeo”.
La presente pubblicazione, curata dalla Fondazione CDSE, dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Pistoia e dalla Rete dei Familiari delle Vittime del naufragio del Piroscafo Oria, vuole offrire un quadro sullo stato attuale delle indagini, iniziate sui dispersi toscani con il progetto regionale del 2013 e si arricchisce di un approfondimento inedito sulle vittime dell’Oria provenienti dalla zona della Valdinievole e del pistoiese

125 pagine, brossura.
Disponibilità: NO

PDF scaricabile: http://www.consiglio.regione.toscana.it/Eda/default?idc=40&Nome=zoom&Sez=&Tem=&Ann=&Par=&Pub=178

Antiche Villeggiature. Val di Bisenzio e Montepiano tra Ottocento e Novecento

A. Marchi, A. Cecconi, L. Ciardi, C. Bartolozzi, Antiche Villeggiature. Val di Bisenzio e Montepiano tra Ottocento e Novecento, Prato, Fondazione CDSE Editore, 2018.

La Toscana delle antiche villeggiature riemerge  grazie a questo libro, dedicato a quei borghi dell’Appennino settentrionale che, dalla seconda metà dell’Ottocento, furono amati luoghi di soggiorno estivo e vacanze borghesi. È in questo scenario che il fascino della natura della Val di Bisenzio e di Montepiano iniziò ad attrarre turisti, escursionisti e villeggianti dalla Toscana e da tutta l’Italia (in alcuni casi anche dall’estero). Ne nacque una moda che si aggiunse alla secolare frequentazione da parte delle famiglie signorili fiorentine che trascorrevano i periodi estivi nelle sontuose ville-fattorie di campagna della Valle.

La Fondazione CDSE, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione dei comuni di Vernio, Vaiano e Cantagallo, riporta alla luce una storia di grande suggestione e attualità, grazie ad anni di ricerca in archivi pubblici e privati e a una lunga e capillare campagna di memoria partecipata. Questo volume ne è il frutto, grazie al quale riprendono vita la Valle, la comunità di allora e un’intera epoca, anche attraverso un eccezionale, e in gran parte inedito, apparato iconografico.

323 pagine, brossura.
Disponibilità: sì

Montepiano. La stagione degli artisti

Montepiano. La stagione degli artisti. Memorie e visioni di Bertacchin, Breddo, Burattin, Mazzetti, Saetti, a cura di Comune di Vernio – Fondazione CDSE, catalogo della mostra (San Quirico di Vernio – Montepiano, 28 luglio – 9 settembre 2018), Prato, Fondazione CDSE, 2018

In occasione della mostra antologica organizzata dal Comune di Vernio e dalla Fondazione CDSE, questa pubblicazione è dedicata a quegli artisti che hanno legato il loro nome e la loro produzione a MontepianoBreddo, Bertacchin, Burattin, Mazzetti, Saetti: personaggi che hanno vissuto lunghi periodi della propria esistenza a contatto con la natura incontaminata di questa parte dell’Appennino, a contatto con la gente del posto. Ognuno di loro, in modi diversi, ha tratto vivida ispirazione da Montepiano, facendo proprio lo spirito artistico che anima il borgo e lasciando un segno tangibile nella memoria di questi luoghi.

48 pagine, brossura.
Disponibilità: sì

La tela di Sonia. Affetti, famiglie, arte nelle memorie di una maestra ebrea

La tela di Sonia. Affetti, famiglie, arte nelle memorie di una maestra ebrea, a cura di Marta Baiardi, Alessia Cecconi, Silvia Sorri. Fondazione CDSE, Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea, Giuntina, 2017

A ottant’anni dalle Leggi Razziali fasciste, in vigore dal 1938, le memorie di una giovane maestra allora ventenne e oggi centenaria, Sonia Oberdorfer, svelano quale violento impatto abbiano prodotto sulla vita e sul mondo degli ebrei fiorentini e toscani di allora.
La tela di Sonia, appena pubblicato per i tipi della Giuntina, dall’Istituto storico della Resistenza in Toscana e dalla Fondazione CDSE, è una storia di affetti quotidiani ed eventi epocali, guerre e persecuzioni, in cui compaiono anche personalità del mondo culturale e artistico, che si incontrano nelle pagine dattiloscritte dall’insegnante vissuta tra Firenze a Genova, la quale – con la sua famiglia – riesce fortunosamente a sfuggire alla deportazione di massa.
Le vicende di Sonia e della sorella Lea, licenziate dalla scuola in cui insegnano, s’intrecciando a quelle dei numerosi personaggi che animano questa grande tela. Lo zio Giorgio Castelfranco, storico dell’arte cacciato dalla direzione delle collezioni di Palazzo Pitti, il padre licenziato dalle ferrovie, i cugini Giovanna e Paolo Castelfranco i quali, da un giorno all’altro, partono prima per la Svizzera, poi per gli Stati Uniti, salvandosi grazie alla vendita della preziosa e ineguagliabile collezione dei De Chirico di famiglia. Gli amici di tutti i giorni che, asserviti al fascismo, tradiscono consuetudini e affetti, ma anche quelli più fedeli, come Rodolfo Siviero, che resteranno un punto di riferimento per Castelfranco e la sua famiglia.
Il volume, curato da Marta Baiardi, Alessia Cecconi e Silvia Sorri, è stato presentato in occasione del Giorno della Memoria 2018. Si tratta di un affresco esistenzialedoloroso e lucido, ma anche ironico dove riprendono vita quelle abitudini e quella quotidianità di una famiglia della piccola borghesia ebraica nella prima metà del Novecento spazzate via dall’avvento delle Leggi Razziali.

207 pagine, brossura.
Disponibilità: no, esaurito

Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione

Alessia Cecconi, Matteo Grasso, Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione, Pisa, Pacini, 2017

I capolavori artistici di Pistoia, minacciati dalle bombe alleate e dalle requisizioni tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale, furono protagonisti di una vera e propria fuga per la salvezza, intrecciando le loro vicende a quelle delle opere fiorentine. Grazie a una lunga ricerca in archivi pubblici e privati, gli autori della pubblicazione hanno ricostruito per la prima volta la storia di come furono messi in salvo i capolavori del Duomo, il pulpito di Giovanni Pisano di Sant’Andrea, le preziose tavole del Museo civico fino ai tesori di San Giovanni Fuorcivitas, primo tra tutti la Visitazione di Luca della Robbia.
Ci troviamo coinvolti da un racconto intenso che parla di speranza ma anche di terribili distruzioni. La corsa contro il tempo per salvare le opere simbolo della città corre parallela alla narrazione delle pesanti devastazioni che colpirono il patrimonio monumentale di Pistoia: intrecciando le lettere dei protagonisti alla stampa locale e ai report dei monuments men alleati, si ricostruisce per la prima volta il quadro completo e sistematico di tutte le distruzioni nel centro storico cittadino.
La ricerca  ha portato alla luce anche un patrimonio fotografico quasi completamente inedito. Gli eccezionali scatti dell’epoca accompagnano il racconto delle protezioni costruite a difesa di chiese e palazzi, delle distruzioni dei bombardamenti alleati, di dipinti e sculture rifugiati nelle ville di campagna, a Poggio a Caiano e a Pian di Collina a Santomato, fino alla vicenda delle robbiane requisite e trasportate in Alto Adige dall’esercito tedesco in ritirata.

134 pagine, brossura.
Disponibilità’: sì

On the road. La via dell’Appennino. Storie di vita, di viaggi, di lavoro

On the road. La via dell’Appennino. Storie di vita, di viaggi, di lavoro, catalogo della mostra, Vaiano, Villa del Mulinaccio, 21 ottobre – 19 novembre 2017

Questo album-catalogo creato in occasione della mostra On the road. La via dell’Appennino. Storie di vita, di viaggi, di lavoro” (Vaiano, Villa del Mulinaccio | 21 ottobre – 19 novembre 2017) organizzata dal Comune di Vaiano e curata dalla Fondazione CDSE, permettere di approfondire un’altra pagina di storia locale.
La Val di Bisenzio, fin dalle sue origini, costituisce uno snodo umano, culturale, commerciale e, naturalmente, viario di rilevanza cruciale. Attraverso ricostruzioni archeologiche, plantari cinquecenteschi, foto e oggetti d’epoca lo staff del CDSE racconta l’epopea della grande via dell’Appennino e la lunga storia che lega la strada maestra agli abitanti della valle.
Il catalogo contiene tutti i pannelli con testi e immagini esposti in mostra.

19 pagine.
Disponibilità: sì

Umanità e Sogno. Fantasie di forme e colori nell’arte di Emanuele Bettini

Umanità e Sogno. Fantasie di forme e colori nell’arte di Emanuele Bettini, a cura di Comune di Vernio – Fondazione CDSE, catalogo della mostra (San Quirico di Vernio, 29 luglio – 3 settembre 2017), Prato, 2017

In occasione del centenario dalla nascita dell’intellettuale pratese Emanuele Bettini, il Comune di Vernio e la Fondazione CDSE gli hanno dedicano una mostra antologica e un catalogo. Pittore, poeta, insegnante, uomo impegnato in politica, Bettini è stato un artista poliedrico e immeritatamente poco conosciuto dagli stessi concittadini pratesi che viene riscoperto in questa pubblicazione arricchita di foto d’epoca e ricordi di chi ha conosciuto Bettini.

48 pagine, brossura.
Disponibilità: sì

1917. Donne in marcia contro la guerra

Marco Perna, Alessia Cecconi, Luisa Ciardi, 1917. Donne in marcia contro la guerra, Prato, Fondazione CDSE-Dijin editore, 2017

1917. l’Italia è nel pieno del primo conflitto mondiale. La maggior parte degli uomini è al fronte, e al loro posto nelle fabbriche lavorano le donne: madri, sorelle, fidanzate, vedove di quegli uomini spediti a combattere. Donne che a un certo punto dicono basta.
Questo volume racconta un esemplare caso di studio, la protesta femminile contro la guerra che, come l’onda d’urto di un terremoto, percorse l’Italia da Milano a Torino, dall’Emilia alle regioni meridionali, da Pistoia a Prato. Protagonista e voce trainante della marcia che pacifista che attraversò Prato e la Val di Bisenzio fu la sindacalista Teresa Meroni, animata da ideali di uguaglianza e di giustizia. A lei si unirono tante donne in cammino da Cantagallo a Prato, centinaia di operaie che lasciarono telai e orditoi per protestare in nome della libertà, della pace e dei diritti fondamentali, tra cui quello di dire “no” alla guerra.
Nel centenario dell’epica marcia pacifista delle donne della Val di Bisenzio, questa graphic novel riscopre la significativa protesta femminile contro la Grande Guerra. Arricchito dalle tavole finemente curate di Marco Perna e un nuovo apparato critico, rispetto alla precedente edizione del 2015, questo volume offre un quadro sulle rivolte nazionali e regionali, fino ad arrivare alla marcia avvenuta nel pratese nel luglio 1917.

54 pagine, brossura.
Disponibilità: sì

La strada maestra. In viaggio tra Prato e Montepiano tra Settecento e Novecento

La strada maestra. In viaggio da Prato a Montepiano tra Settecento e Novecento, Cinzia Bartolozzi, con la collaborazione di Annalisa Marchi, Vaiano, Fondazione CDSE, 2017

La pubblicazione di Cinzia Bartolozzi, con la collaborazione di Annalisa Marchi, conduce il lettore indietro nel tempo, in un viaggio a bordo di un legno lungo la Strada Maestra. La partenza è a Prato, in Piazza Ciardi, e poi via verso a passo di trotto verso Vaiano, poi Cantagallo e Vernio fino ad arrivare a Montepiano. Lungo questa antica strada è facile imbattersi in personaggi pittoreschi, località suggestive ed episodi curiosi tra dogane settecentesche e i caffè di inizio Novecento.

63 pagine, brossura.
Disponibilità: esaurito, consultabile presso il CDSE; pdf scaricabile gratuitamente

La strada maestra