Gavigno e la sua Pro Loco. Una comunità nel cuore dell’Appennino

Luisa Ciardi, Gavigno e la sua Pro Loco. Una comunità nel cuore dell’Appennino, Prato, Fondazione CDSE editore, 2019

La storia di Gavigno, borgo dell’Appennino al confine delle valli della Limentra e del Bisenzio, e della sua Pro Loco nel 50° anniversario della sua costituzione, viene raccontata attraverso la storia, le immagini e le testimonianze inedite degli abitanti del territorio, in un excursus che va dall’epoca romana ai giorni nostri.

Disponibilità: sì

Voglia di libertà sull’Appennino (1750-1867)

Annalisa Marchi, Voglia di libertà sull’Appennino (1750-1867), con la collaborazione di Luciano Righetti, Prato, Fondazione CDSE editore, 2019

Voglia di libertà sull’Appennino (1750-1867) è una ricerca storica condotta a cavallo dell’Appennino tosco-emiliano, che ripercorre il viaggio dell’avvocato Raimondo Leoni, commissario della Repubblica Cisalpina, durante la liberazione dei feudi di Piano dei conti De’ Bianchi, di Castiglione, dominio dei Pepoli, e di Vernio, contea dei Bardi. Il racconto intreccia le vicende della macrostoria, come le guerre napoleoniche nella pianura Padana, con le vicende di quei territori dove cresce una voglia di libertà soffocata per secoli.

Raimondo Leoni ha il fascino di una personalità prorompente. Figlio di una Toscana minore, Leoni è legato a un ideale di armonia fra arte e paesaggio e si nutre delle speranze di riforma di Pietro Leopoldo, condividendo i primi palpiti di libertà dopo la discesa di Napoleone in Italia.

Disponibilità: sì

Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto del genio nel Novecento

Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto del genio nel Novecento, a cura di Alessia Cecconi, catalogo della mostra 18 maggio – 29 settembre 2019, Firenze Museo Casa Siviero, Regione Toscana, 2019

La mostra Il Leonardo di Giorgio Castelfranco e il culto del genio nel Novecento prosegue la serie di iniziative per la valorizzazione di Casa Siviero anche come luogo della memoria di Giorgio Castelfranco (1896-1978), che nel periodo tra le due guerre mondiali visse con la sua famiglia nel villino di Lungarno Serristori. Personaggio schivo e modesto, ma di grande spessore umano, morale e civile, grande studioso e critico d’arte, vittima delle persecuzioni razziali , protagonista della riorganizzazione amministrativa e della tutela del patrimonio culturale italiano dopo l’8 settembre del 1943, Giorgio Castelfranco ha anche fornito un notevole contributo all’approfondimento critico di Leonardo e all’affermarsi, in modo storicamente corretto, della sua reputazione di genio universale del Rinascimento.

Disponibilità: sì

La magia di Umberto Brunelleschi

La magia di Umberto Brunelleschi. Fiabe, riviste, bozzetti e costumi teatrali, a cura di Giorgio Bacci e Alessia Cecconi, Prato, Fondazione Memofonte – S.P.E.S., 2019

Il volume è il catalogo della mostra dedicata all’artista nato a Montemurlo e organizzata dal Comune di Montemurlo e dalla Fondazione CDSE (6 aprile – 2 giugno 2019). La pubblicazione ripercorre l’attività del pittore e scenografo per snodi e tagli tematici, avvalendosi di tre saggi specifici curati da Giorgio Bacci, Alessia Cecconi e Giuliano Ercoli; si divide in tre sezioni tematiche – libri e riviste, bozzetti e costumi teatrali- e offre al lettore la possibilità di percorrere lo sviluppo creativo di Brunelleschi, passando dalle copertine eseguite per “Il giornalino della Domenica” nel 1908, alle illustrazioni di Le malheureux petit voyage di Gabriel Soulages del 1926, da L’albero delle fiabe con le tavole originali del 1909, ai bozzetti e ai costumi teatrali realizzati per la Turandot di Giacomo Puccini del 1940. Nel catalogo dialogano per la prima volta i bozzetti di scena e i figurini creati da Brunelleschi per la Turandot del 1940, con i costumi effettivamente realizzati in quell’occasione.

Disponibilità: sì

Dispersi sì, dimenticati mai: il naufragio del Piroscafo Oria. Il caso dei soldati valdinievolini e pistoiesi

Dispersi sì, dimenticati mai: il naufragio del Piroscafo Oria. Il caso dei soldati valdinievolini e pistoiesi, a cura di Luisa Ciardi, Michele Ghirardelli, Matteo Grasso, Firenze, Consiglio regionale toscano, Edizioni dell’Assemblea, 2019

La vicenda dell’Oria è tra le tragedie meno studiate del Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale, nonostante risulti tra i disastri bellici più consistenti per numero di vittime: la nave mercantile partì da Rodi l’11 febbraio 1944 con un carico di circa 4000 soldati italiani, che si erano rifiutati di collaborare con il regime nazi-fascista dopo l’8 settembre 1943 e destinati alla deportazione nei territori occupati dalla Germania nazista. Mentre il Piroscafo si dirigeva verso il Pireo (Atene) fu sorpreso da una forte tempesta nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1944; ne conseguì il naufragio dell’Oria, che in poco tempo si inabissò, portando con sé circa 4000 uomini. Pochissimi furono i superstiti e migliaia le famiglie che ancora oggi non conoscono il triste destino di un proprio caro “disperso in mar Egeo”. La presente pubblicazione, curata dalla Fondazione CDSE, dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Pistoia e dalla Rete dei Familiari delle Vittime del naufragio del Piroscafo Oria, vuole offrire un quadro sullo stato attuale delle indagini, iniziate sui dispersi toscani con il progetto regionale del 2013 e si arricchisce di un approfondimento inedito sulle vittime dell’Oria provenienti dalla zona della Valdinievole e del pistoiese

DISPONIBILITA’: NO

PDF scaricabile: http://www.consiglio.regione.toscana.it/Eda/default?idc=40&Nome=zoom&Sez=&Tem=&Ann=&Par=&Pub=178

Antiche Villeggiature. Val di Bisenzio e Montepiano tra Ottocento e Novecento

A. Marchi, A. Cecconi, L. Ciardi, C. Bartolozzi, Antiche Villeggiature. Val di Bisenzio e Montepiano tra Ottocento e Novecento, Prato, Fondazione CDSE Editore, 2018.

La Toscana delle antiche villeggiature riemerge  grazie a questo libro, dedicato a quei borghi dell’Appennino settentrionale che, dalla seconda metà dell’Ottocento, furono amati luoghi di soggiorno estivo e vacanze borghesi. È in questo scenario che il fascino della natura della Val di Bisenzio e di Montepiano iniziò ad attrarre turisti, escursionisti e villeggianti dalla Toscana e da tutta l’Italia (in alcuni casi anche dall’estero). Ne nacque una moda che si aggiunse alla secolare frequentazione da parte delle famiglie signorili fiorentine che trascorrevano i periodi estivi nelle sontuose ville-fattorie di campagna della Valle.

La Fondazione CDSE, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione dei comuni di Vernio, Vaiano e Cantagallo, riporta alla luce una storia di grande suggestione e attualità, grazie ad anni di ricerca in archivi pubblici e privati e a una lunga e capillare campagna di memoria partecipata. Questo volume ne è il frutto, grazie al quale riprendono vita la Valle, la comunità di allora e un’intera epoca, anche attraverso un eccezionale, e in gran parte inedito, apparato iconografico.

Disponibilità: sì

Montepiano. La stagione degli artisti

In occasione della mostra antologica organizzata dal comune di Vernio e dalla Fondazione CDSE ai tanti artisti che hanno legato il loro nome e la loro produzione a Montepiano, come Breddo, Bertacchin, Burattin, Mazzetti, Saetti…

Montepiano. La stagione degli artisti, a cura di Comune di Vernio – Fondazione CDSE, catalogo della mostra (San Quirico di Vernio – Montepiano, 28 luglio – 9 settembre 2018), Prato, Fondazione CDSE, 2018
DISPONIBILITA’: sì

La tela di Sonia. Affetti, famiglie, arte nelle memorie di una maestra ebrea

A ottant’anni dalle leggi razziali fasciste, entrate in vigore nel 1938, le memorie di una giovane maestra allora ventenne e oggi centenaria, Sonia Oberdorfer, svelano quale violento impatto abbiano prodotto sulla vita e sul mondo degli ebrei fiorentini e toscani di allora.

Ricordo ancora l’ira con cui papà, di ritorno dal lavoro, dal quale era stato allontanato, scagliò a terra il distintivo del partito che tutti gli impiegati statali dovevano portare all’occhiello – mette per scritto Sonia Oberdorfer molti anni dopo gli eventi – Lea e io non potemmo più insegnare nelle scuole pubbliche. La nostra reazione si concentrò sul presente immediato: io trovai un posto di collaboratrice domestica, allora si diceva donna di servizio, presso una famiglia di ebrei”.

La tela di Sonia, appena pubblicato per i tipi della Giuntina, dall’Istituto storico della Resistenza in Toscana e dalla Fondazione CDSE, è una storia di affetti quotidiani ed eventi epocali, guerre e persecuzioni, in cui compaiono anche personalità del mondo culturale e artistico, che si incontrano nelle pagine dattiloscritte dall’insegnante vissuta tra Firenze a Genova, che – con la sua famiglia – riesce fortunosamente a sfuggire alla deportazione (riparano nella tenuta di famiglia, a Porcozzone, vicino a Senigallia, nelle Marche).

Insieme alle vicende di Sonia e della sorella Lea, licenziate dalla scuola in cui insegnano, emergono le figure dello zio Giorgio Castelfranco, lo storico dell’arte cacciato dalla direzione delle collezioni di Palazzo Pitti; del padre licenziato dalle ferrovie, dei cugini Giovanna e Paolo Castelfranco che da un giorno all’altro partono per la Svizzera e poi per gli Stati Uniti “nel silenzio”. Si salveranno grazie alla vendita della preziosa e ineguagliabile collezione dei De Chirico di famiglia (l’artista è stato un grandissimo amico di Giorgio Castelfranco). Ci sono le presenze degli amici di tutti i giorni che, asserviti al fascismo, tradiscono consuetudini e affetti. Ci sono gli amici più fedeli, come Rodolfo Siviero, che resterà un punto di riferimento per Castelfranco e la sua famiglia.

Il volume- che è curato da Marta Baiardi, Alessia Cecconi e Silvia Sorri – sarà presentato in occasione del Giorno della Memoria 2018. Si tratta di un affresco esistenziale – lucido, doloroso e ironico allo stesso tempo – dove si narrano le abitudini e la quotidianità di una famiglia della piccola borghesia ebraica nella prima metà del Novecento che vengono spazzate via dall’avvento delle leggi razziali.

DISPONIBILITA’: sì

Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione

Alessia Cecconi, Matteo Grasso, Tesori in guerra. L’arte di Pistoia tra salvezza e distruzione, Pisa, pacini, 2017

I capolavori artistici di Pistoia, minacciati dalle bombe alleate e dalle requisizioni tedesche durante la II guerra mondiale, furono protagonisti di una vera e propria fuga per la salvezza, intrecciando le loro vicende a quelle delle opere fiorentine. Grazie a una lunga ricerca in archivi pubblici e privati, gli Autori hanno ricostruito per la prima volta la storia di come furono messi in salvo i capolavori del Duomo, il pulpito di Giovanni Pisano di Sant’Andrea, le preziose tavole del Museo civico fino ai tesori di San Giovanni Fuorcivitas, primo tra tutti la Visitazione di Luca della Robbia.
Ci troviamo coinvolti da un racconto intenso che parla di speranza ma anche di terribili distruzioni. La corsa contro il tempo per salvare le opere simbolo della città corre parallela alla narrazione delle pesanti devastazioni che colpirono il patrimonio monumentale di Pistoia: intrecciando le lettere dei protagonisti alla stampa locale e ai report dei monuments men alleati, si ricostruisce per la prima volta il quadro completo e sistematico di tutte le distruzioni nel centro storico cittadino.
La ricerca degli Autori ha portato alla luce anche un patrimonio fotografico quasi completamente inedito. Gli eccezionali scatti dell’epoca accompagnano il racconto delle protezioni costruite a difesa di chiese e palazzi, delle distruzioni dei bombardamenti alleati, di dipinti e sculture rifugiati nelle ville di campagna, a Poggio a Caiano e a Pian di Collina a Santomato, fino alla vicenda delle robbiane requisite e trasportate in Alto Adige dall’esercito tedesco in ritirata.

DISPONIBILITA’: sì

On the road. La via dell’Appennino. Storie di vita, di viaggi, di lavoro

Si tratta di un album-catalogo creato in occasione della mostra On the road. La via dell’Appennino. Storie di vita, di viaggi, di lavoro” (Vaiano, Villa del Mulinaccio | 21 ottobre – 19 novembre 2017) organizzata dal Comune di Vaiano e curata dalla Fondazione CDSE.
La Val di Bisenzio costituisce uno snodo umano, culturale, commerciale e, naturalmente, viario di rilevanza cruciale. Attraverso ricostruzioni archeologiche, plantari cinquecenteschi, foto e oggetti d’epoca lo staff del CDSE racconta l’epopea della grande via dell’Appennino e la lunga storia che lega la strada maestra agli abitanti della valle.
Il catalogo contiene tutti i pannelli con testi e immagini che erano esposti in mostra. On the road. La via dell’Appennino. Storie di vita, di viaggi, di lavoro, a cura di Comune di Vaiano – Fondazione CDSE, catalogo della mostra (Vaiano, Villa del Mulinaccio | 21 ottobre – 19 novembre 2017), Prato, 2017.
DISPONIBILITA’: sì

Umanità e Sogno. Fantasie di forme e colori nell’arte di Emanuele Bettini

In occasione del centenario dalla nascita dell’intellettuale pratese, il comune di Vernio e la Fondazione CDSE dedicano una mostra antologica e un catalogo ad Emanuele Bettini.

Umanità e Sogno. Fantasie di forme e colori nell’arte di Emanuele Bettini, a cura di Comune di Vernio – Fondazione CDSE, catalogo della mostra (San Quirico di Vernio, 29 luglio – 3 settembre 2017), Prato, 2017
DISPONIBILITA’: sì

1917. Donne in marcia contro la guerra


Nel centenario dell’epica marcia pacifista delle donne della Val di Bisenzio guidate dalla sindacalista Teresa Meroni, questo fumetto offre un panorama sulle proteste femminili contro la Grande Guerra.
Arricchita da alcune tavole e un nuovo apparato critico, rispetto alla precedente edizione del 2015, la graphic novel offre un quadro sulle rivolte nazionali e regionali, fino ad arrivare alla marcia avvenuta nel pratese nel luglio 1917.

Marco Perna, Alessia Cecconi, Luisa Ciardi, 1917. Donne in marcia contro la guerra, Prato, Fondazione CDSE-Dijin editore, 2017
DISPONIBILITA’: sì