Antiche Villeggiature

La Toscana delle antiche villeggiature riemerge  grazie a questo progetto, dedicato a quei borghi dell’Appennino settentrionale che, dalla seconda metà dell’Ottocento, furono amati luoghi di soggiorno estivo e vacanze borghesi.
È in questo scenario che il fascino della natura della Val di Bisenzio e di Montepiano iniziò ad attrarre turisti, escursionisti e villeggianti dalla Toscana e da tutta l’Italia (in alcuni casi anche dall’estero). Ne nacque una moda che si aggiunse alla secolare frequentazione da parte delle famiglie signorili fiorentine che trascorrevano i periodi estivi nelle sontuose ville-fattorie di campagna della Valle.

La Fondazione CDSE, con il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione dei comuni di Vernio, Vaiano e Cantagallo, finalmente riporta alla luce una storia di grande suggestione e attualità, grazie ad anni di ricerca in archivi pubblici e privati e a una lunga e capillare campagna di memoria partecipata. Questo progetto ne è il frutto, un affresco composto da una pubblicazione, eventi, mostre, passeggiate, itinerari sul territorio, grazie ai quali riprendono vita la Valle, la comunità di allora e un’intera epoca, anche attraverso un eccezionale, e in gran parte inedito, apparato iconografico.

Alla fine dell’Ottocento la Val di Bisenzio offriva infatti tutto ciò che si poteva desiderare per la villeggiatura, in un suggestivo intreccio tra cultura romantica e positivista: natura incontaminata, rovine medievali, villaggi sperduti, ma anche aria tersa, fonti salubri e ottimo cibo. Con l’arrivo dei villeggianti comparvero locande, trattorie e i primi affittacamere e furono pubblicate guide con itinerari e indicazioni. Fin quando poi fu completato il tratto finale della strada che univa Toscana ed Emilia attraverso Montepiano e fu messo fine all’isolamento di secoli di una zona ricca di fascino.

Per i decenni a venire la Val di Bisenzio avrebbe richiamato italiani e stranieri, letterati ed artisti, industriali e scienziati, personaggi che spesso lasciarono nei loro scritti pubblici e privati tracce importantii della loro villeggiatura. Montepiano, che si arricchì di ville e villini e ospitò anche numerose colonie terapeutiche, visse proprio allora la sua belle époque, frequentata com’era da celebrità ed esponenti di spicco della comunità ebraica, a cominciare dalla famiglia degli antifascisti fratelli Rosselli.

Con l’avanzare del Secolo Breve il mondo delle antiche villeggiature era destinato a mutare, prima con la costruzione della Direttissima, poi con la promulgazione delle leggi razziali e il passaggio della guerra. Fino all’estate del 1944, quando, al posto dei villeggianti, salirono ai borghi montani valbisentini gli sfollati e i profughi.

Per scoprire questa affascinante storia sarà possibile partecipare a presentazioni, incontri tematici, trekking urbani, mostre dislocati in vari luoghi della Val di Bisenzio, a partire dall’estate 2018.

Ascolta la storia

Il progetto “Ascolta la storia” è portato avanti dalla Fondazione CDSE in collaborazione con la biblioteca Lazzerini (centro rete provinciale) e con le biblioteche comunali di Vaiano e Montemurlo. Il progetto, finanziato dal PIC regionale 2016, prevede la ricognizione, la digitalizzazione e la catalogazione di tutti i principali fondi di fonti orali posseduti dai vari istituti culturali del territorio pratese, qualsiasi sia l’attuale supporto (audiocassetta, video cassetta, file mp3…). Una prima indagine è già stata compiuta durante il 2016, quando è stata acquistata dal CDSE tutta l’attrezzatura necessaria all’allestimento di una postazione di digitalizzazione ed è stata iniziata l’opera di catalogazione e di trasformazione in formato digitale di oltre 150 fonti orali di argomento storico, antropologico ed etnografico.

Obiettivo di medio periodo sarà l’allestimento di almeno due postazioni “Ascolta la storia” (presso la Biblioteca Basaglia di Vaiano e presso la Biblioteca della Fonte di Montemurlo), dotate di computer e cuffie, in cui verranno caricati i vari file digitalizzati delle testimonianze orali, con assistenza fornite dalla biblioteca ospitante, in un’ottica di accessibilità e aiuto allo studio con diverse abilità. Nelle varie biblioteche vengono organizzati eventi di presentazione e restituzione del progetto, sempre nell’ottica della valorizzazione e diffusione del patrimonio orale.

L’indagine, la catalogazione e la digitalizzazione dei vari fondi sono in corso.

 

Resistere per l’arte. Guerra e patrimonio artistico in Toscana

Cosa accadde al patrimonio artistico toscano durante la Seconda Guerra Mondiale?
Mentre i musei si svuotavano le ville rinascimentali si trasformarono in rifugi per opere d’arte o comandi militari, i centri storici subirono pesanti bombardamenti e perdite di antichi palazzi e chiese.
In occasione del 70° anniversario della Liberazione, il progetto di ricerca della Fondazione CDSE, sostenuto dalla Regione Toscana, ha ricostruito l’impegno per la difesa dei capolavori artistici e le distruzioni delle città toscane attraverso foto e documenti inediti, filmati d’epoca e i dipinti di De Chirico provenienti dalla collezione Forti-Castelfranco di Casa Rodolfo Siviero, 007 dell’arte.

Ad oggi i prodotti della ricerca ancora in corso sono:

  • una pubblicazione: “Resistere per l’arte. Guerra e patrimonio artistico in Toscana. Dieci storie di uomini e opere salvate” di Alessia Cecconi, Edizioni Medicea, 2015.
  • una mostra itinerante, già replicata in diversi comuni toscani: “Bombing Art 1940-1945. Città ferite, capolavori in pericolo e la difesa dell’arte a Prato e in Toscana”
  • uno spettacolo teatrale itinerante, in collaborazione con Altroteatro, già replicato in diversi comuni toscani: “Saving Art. Gli uomini che difesero l’arte in Toscana”
  • due giornate di studi in collaborazione con la Galleria degli Uffizi. Una con protagonista Cesare Fasola avvenuta in occasione della giornata della memoria 2016 e una su Giorgio Castelfranco nel 2017. Per la prossima giornata della memoria 2018 è in corso una ricerca sulla figura di Carlo Levi.

Per il prossimo settembre sono previste una pubblicazione e una mostra che approfondiscano la protezione, la perdita e il salvataggio del patrimonio artistico di Pistoia durante la seconda guerra mondiale.

Voci e immagini di Montemurlo

Voci e immagini di Montemurlo: la memoria orale e visiva di un territorio
Il progetto, promosso dal Comune di Montemurlo e coordinato dalla Fondazione CDSE con la collaborazione di associazioni e volontari del territorio, prevede la creazione di un archivio di memoria orale e visiva del territorio di Montemurlo.

Il progetto parte dalla considerazione che l’area è stata fortemente soggetta negli ultimi sessant’anni a trasformazioni urbanistiche e demografiche: proprio per questo, rispetto anche ad altri comuni limitrofi, necessita più di altri di un recupero di tutte quelle che sono le fonti antropologiche (testimonianze orali e immagini fotografiche in originale e in riproduzione) in grado di testimoniare tale trasformazione.

Nella prima parte del progetto (iniziato nel 2014) sono stati ricercati, analizzati e digitalizzati i principali nuclei fotografici presenti sul territorio (fondi privati di famiglie, materiale degli uffici comunali, fondi di associazioni); la seconda fase ha previsto una campagna di interviste e video interviste legate in particolare alla II Guerra Mondiale e una parallela schedatura dei nuclei fotografici o delle singole fotografie rintracciate nel territorio. La terza fase ha portato alla creazione vera e propria dell’archivio.
Attualmente l’archivio è in continua implementazione e conservato presso la Biblioteca B. della Fonte di Montemurlo.

Per chi fosse interessato a partecipare o a mostrare le foto di sua proprietà può scrivere a  info@fondazionecdse.it o telefonare ai numeri 0574.942476 (tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19) o 0574.558576.

Per le iniziative legate al progetto vedi:

Mostra case rurali a Montemurlo

Anteprima documentario sulle Memorie di guerra a Montemurlo

Raccontando il 1944 a Montemurlo: interviste a porte aperte 

Volti e terre di Montemurlo: calendario 2014

Foto di backstage del documentario

Proiezione documentario Voci e volti di Montemurlo in guerra 24 aprile 2014 

Piroscafo Oria

Progetto regionale sui soldati caduti del Piroscafo Oria
La Regione Toscana sostiene il progetto di ricerca che da due anni il Comune di Vaiano e la Fondazione CDSE, con la consulenza scientifica del prof. Nicola Labanca dell’Università di Siena, stanno portando avanti sui soldati toscani caduti nel naufragio del Piroscafo Oria durante la II Guerra Mondiale.

La vicenda del Piroscafo Oria è tra le tragedie meno studiate del Mediterraneo durante la II Guerra Mondiale, nonostante risulti tra i disastri bellici più consistenti per numero di vittime: la nave mercantile, infatti, partì da Rodi l’11 febbraio 1944 con un carico di circa 4200 soldati italiani, che si erano rifiutati di collaborare con il regime nazista dopo l’8 settembre 1943 e destinati alla deportazione nei territori occupati dalla Germania nazista. Mentre il Piroscafo si dirigeva verso il porto del Pireo (Atene) fu sorpreso da una forte tempesta nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1944; ne conseguì il naufragio dell’Oria, che in poco tempo si inabissò, portando con sé più di 4000 uomini. Solo una trentina furono i superstiti.

Ad oggi, grazie soprattutto alle sollecitazioni di una rete di parenti nata spontaneamente in internet (www.piroscafooria.it) che si sta adoperando per portare all’attenzione di tutti la vicenda dell’Oria, il Comune di Vaiano e la Fondazione CDSE si sono fatti promotori di una campagna di ricerca e di incrocio dei vari nominativi, con il fine di provare a ricostruire la storia dei soldati toscani caduti durante il naufragio e di poter ritrovare e contattare le famiglie dei soldati deceduti.

Ancora oggi pochissime famiglie hanno ricevuto notizie ufficiali sulla morte dei propri cari, molte ancora aspettano di sapere come sia effettivamente caduto il proprio congiunto.

A tal proposito la Regione Toscana ha chiesto a tutti i Comuni toscani di collaborare all’iniziativa, controllando se nelle loro anagrafi o registri comunali risultino morti o dispersi in guerra nell’Egeo, o comunque nelle date 11/12 febbraio 1944 e di comunicare i nominativi dei caduti, in modo da poter verificare se tra tali soldati vi sia qualcuno coinvolto nel naufragio.

In questo modo si intende non solo dare la giusta importanza ad una pagina poco conosciuta della nostra storia nazionale, ma soprattutto offrire un riconoscimento morale alla memoria dei caduti che si erano rifiutati di collaborare con il nazismo e, nello stesso tempo, dare dopo 70 anni una risposta alle famiglie dei dispersi.

Al 12 febbraio 2014 hanno risposto alla richiesta della Regione Toscana 131 comuni, contribuendo a segnalare circa 30 nominativi possibili di caduti toscani nella strage.

Per le iniziative dedicate al Piroscafo Oria da Regione Toscana, Comune di Vaiano e Fondazione CDSE (in collaborazione con la rete dei familiari dei caduti) si veda:

6 luglio 2014 giornata dedicata al Piroscafo Oria

Celebrazioni per il 70° anniversario del Piroscafo Oria

70° Anniversario Naufragio Piroscafo Oria

On line il video dell’evento dedicato al Piroscafo Oria

Incontro sul Piroscafo Oria 11 luglio 2013 Firenze

Serata evento sul Piroscafo Oria 5 luglio 2013 Vaiano

Grande successo per la serata dedicata al Piroscafo Oria il 6 luglio

On line il video sulla serata dedicata al Piroscafo Oria il 6 luglio

Da Rodi a Vaiano 6 luglio