Boschi di Memoria

BOSCHI DI MEMORIA – Tra fiabe, leggende, mestieri del bosco e segni di guerra.
Per un archivio sonoro e antropologico delle foreste e degli scenari naturali della Val di Bisenzio

Il progetto Boschi di memoria nasce dalla volontà di lavorare in rete sul grande scrigno di
memoria del Novecento offerto dall’ambiente boschivo e dai borghi montani del territorio
appenninico della Val di Bisenzio e dei territori limitrofi del Monteferrato e la Val di Setta.
La Val di Bisenzio, collocata ai confini del Granducato e già in epoca antica terra di passaggio di
uomini e idee, grazie anche alla presenza di scenari naturali aspri e di grande suggestione, ha
maturato nel tempo un immaginario ricco e unico. La particolarità geostorica ha portato alla
creazione di leggende e alla trasmissione di repertori favolistici universali ma contestualizzati in
varianti legate alle foreste e alla macchia.

Nello stesso tempo i boschi della Val di Bisenzio sono stati nei secoli fortemente antropizzati e
utilizzati come strumento di vita, lavoro, sostentamento di intere comunità, che poi hanno visto
collassare questo legame ancestrale uomo/bosco con la distruzione a seguito della Linea Gotica e
con l’abbandono nel Dopoguerra per il tramonto dell’agricoltura montana.

Il bosco può quindi diventare un archivio unico di memoria del Novecento dove
“l’immaginario” e “il meraviglioso” (fonti orali su fiabe e leggende) si coniugano con il “quotidiano” e il
“reale” (fonti orali e documenti archivistici su storia del lavoro e costruzione della Linea Gotica).
L’idea nasce dall’urgenza di fermare e preservare questo prezioso patrimonio di memoria volatile
prima che scompaiano anche le voci degli ultimi cantori e narratori di fiabe popolari, di testimoni
di saperi legati ai mestieri e al vissuto dei boschi (carbonaie, cannicciaie, mulini), di sopravvissuti
alla distruzione dei borghi montani e delle foreste attraversate dalla Linea Gotica.
L’occasione di lavorare sul mondo legato alla fiaba popolare e all’impegno sociale è offerta inoltre
dalla volontà di valorizzare la figura esemplare di Gianni Rodari, del quale ricorre nel 2020 il
centenario della nascita, e di far conoscere il lavoro del drammaturgo Giuliano Scabia, che negli
anni Settanta diede vita a pionieristiche esperienze di teatro nei boschi della Val di Bisenzio.

Azioni e attività  (modificate in ottemperanza alle nuove disposizioni anti-Covid19)

Raccolta, attraverso interviste sul campo e ricerche bibliografiche, delle fiabe popolari e delle
leggende dei boschi della Val di Bisenzio
Interviste agli ultimi testimoni dei saperi legati ai mestieri dei boschi (carbonai e mugnai)
Interviste agli ultimi testimoni alla distruzione dei borghi montani e delle foreste attraversate dalla Linea Gotica
Digitalizzazione delle videocassette e audiocassette delle fonti orali legate al bosco presenti
nell’archivio della Fondazione CDSE
– Creazione di video-racconti #boschidistorie destinati ai social, raccontando l’immaginario meraviglioso e favoloso dei boschi, ma anche quello legato alla vita contadina e ai mestieri montani
Digitalizzazione dei filmati super 8 sulle esperienze di teatro nei borghi montani e nei boschi realizzate da Giuliano Scabia alla fine degli anni Settanta/inizio anni Ottanta in Val di Bisenzio, con l’organizzazione di serate di presentazione e visione dei materiali
-realizzazione del volume antologico e complessivo di tutto il progetto “Boschi di memoria. Sentieri di parole tra fiabe, leggende, antichi mestieri e storie di vita del Novecento”, a cura della Fondazione CDSE
installazioni artistiche e sonore legate alle fiabe in luoghi strategici e recentemente restaurati come l’antico Mulino della Badia di Montepiano o le cannicciaie della Riserva Naturale Acquerino-Cantagallo (di proprietà dell’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio)
Spettacolo teatralmusicale su Rodari e il recupero della fiaba popolare
trekking sulle antiche vie dei carbonai, delle migrazioni stagionali e della guerra con testimoni
ancora in vita o attraverso ascolto/letture di fonti raccolte.

Puoi vedere #Boschidistorie su Facebook alla pagina @FondazioneCDSE, sul canale Youtube Fondazione CDSE e sulla App IGTV del profilo Instagram @fondazione–cdse.

 

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